ONE HORSE BAND

Posted by on Apr 16, 2017 in Dischi, Uncategorized

ONE HORSE BAND – Let’s gallop! (2017) One Horse Band nasce a Milano nell’inverno 2015 un po’ per sfida, un po’ per gioco, un po’ per dimostrare che non solo gli umani sanno fare buona musica. Dopo i primi esperimenti e un lungo periodo di isolamento in sala prove, la direzione presa dall’eclettico One Horse si rivela subito chiara fra influenze garage, dirty blues e rock’n’roll. In pochi mesi la One Horse Band è già on the road con una chitarra, una scatola di biscotti Plasmon e una vecchia batteria ai piedi, suonando sui palchi di tutta Italia e Svizzera, avendo l’opportunità di aprire fra gli altri i concerti del leggendario Bob Log III e di Jack Broadbent. Serata dopo serata nasce un modo di proporre la propria musica ed instaurare un rapporto con il pubblico completamente nuovo, le esibizioni non lasciano mai nessuno indifferente e diventano prima di tutto una grande festa in cui tutti sono partecipi. Proprio in questo primo anno denso di concerti e di storie da raccontare nascono i brani che compongono il primo album vero e proprio della One Horse Band, intitolato “Let’s Gallop!”, un album che contiene tutte le sfaccettature, le influenze e i grandi amori della One Horse Band: prendete Son House e mischiatelo con The Sonics, Eagles of Death Metal, The Black Keys…il risultato è servito! All’interno delle dieci tracce che lo compongono One Horse si muove fra brani sporchi e lo-fi, chitarre slide, ballate distorte e rivisitazioni molto personali di brani insospettabili (quella “Venus” che portò gli Shocking Blue al successo planetario nel 1969), suonando in contemporanea chitarra, dobro, cigar box, banjo e batteria. Registrato e mixato presso il Trai Studio di Inzago (Mi) e masterizzato da Maurizio Giannotti al New Mastering Studio di Milano, “Let’s Gallop!” è un disco sincero e che proviene dal cuore della One Horse Band, che definisce così la sua creatura: “Pura e genuina horse-power, l’album che scegli ad occhi chiusi quando vuoi rendere la tua festa perfetta o quando vuoi portarti a letto la ragazza che insegui da anni”. “Uh Hu Hu Yeah!” è il primo singolo estratto dall’album, accompagnato da un...

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ANDREA CUBEDDU

Posted by on Ott 3, 2016 in Dischi & Libri

ANDREA CUBEDDU – Jumpin’ up and down (2017) Dopo l’ottima prova dell’Ep “On The Street” del 2016 arriva “Jumpin’ Up And Down”, titolo dall’espressione tutt’altro che casuale. Andrea Cubeddu ci racconta: “ La prima volta che ho sentito questa frase è stata nel brano Preachin’ Blues di Son House (I was in the pulpit / I was jumpin’ up and down). Questo “saltare sopra e sotto” descrive lo stato di irrequietezza e smania del cantante, che veste il ruolo di prete battista, di raggiungere e colpire il cuore e le coscienze dei credenti, con un’omelia dettata dal fervore e della passione con la quale essa stessa viene pronunciata. Stato mentale e d’animo in cui io stesso mi ritrovo, ogni qual volta canto le mie storie”. Un omaggio, dunque, rivolto a Son House, a cui Cubeddu deve molto. “Jumpin’ Up And Down”, ispirato alle sonorità del Delta, è coraggiosamente composto di 12 brani, tutti autografi, e racconta di storie personali, alcune ironiche e scherzose, altre più oscure e malinconiche, con un fervore e un trasporto pari a quello provato nel vivere quegli stessi eventi descritti nella canzoni. Il disco racconta di un “tempo di transizione”, della migrazione dal luogo che il giovanissimo Andrea chiama “casa” (la Barbagia, il cuore della Sardegna), dove si trovano la sua famiglia, i suoi amici -insomma, le sue radici-, verso la città di Milano, e del conseguente impatto con una nuova vita scandita da ritmi, abitudini e tradizioni sensibilmente distanti da quelle sarde, a cui deve adattarsi. Racconta anche delle piccole battaglie che ogni persona vive quotidianamente, soprattutto i giovani della sua età: relazioni sentimentali tormentate, colpi di fulmine insensati, il necessario distacco dalla famiglia, la ricerca dell’indipendenza, le prime vere e proprie responsabilità del mondo degli adulti. La particolare immagine di copertina trae spunto dalle tradizionali maschere sarde: raffigura Andrea coperto da una folta pelliccia bianca che regge la maschera di un cervo (o di un lupo?). Questo spirito, quasi una sorta di animale guida, veglia sul giovane indicandogli la retta via, un pò come il Diavolo che seguiva Robert Johnson e camminava al suo fianco.   ANDREA CUBEDDU – On the street (2016) Andrea Cubeddu, classe 1993, originario della Sardegna, dal 2015 calca le scene musicali milanesi dimostrando una propensione e un attitudine non comuni, nell’interpretare il vasto repertorio del Delta Blues e dell’Hill Country Blues. Nel 2016, senza perdere troppo tempo, è volato a Chicago per un’esperienza di rilevante peso per la sua maturazione artistica. Da qui la folgorazione e la piena convinzione di continuare insistentemente le sue esibizioni “on the road” (da qui il titolo di questo Ep) in ogni dove, sul suolo pubblico milanese. Ed ecco dunque spuntare il suo primo Ep, quello che ci piace chiamare il “vol. 0”, in attesa di un disco che sicuramente confermerà l’attenzione nei suoi confronti da parte degli appassionati. Già da questo primo...

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