TOLO MARTON

Posted by on Ott 24, 2019 in Dischi

TOLO MARTON – Tre Bluesettari in Osteria (2019) Fin da giovanissimo ho sempre avuto una particolare venerazione per Tolo Marton e ho sempre seguito con molta curiosità le sue uscite discografiche, sorprendenti per creatività strumentale e per quegli sfoghi di libertà emotiva nei confronti della musica ad ampio respiro – per molti versi con autentica unicità – almeno per quanto riguarda il panorama italiano. Tolo è un musicista (chitarrista è riduttivo) che sfugge alle etichette, non per certo per spocchia, ma per necessità, appunto, di respiro. Quando mi ha anticpato di quello che sarebbe diventato il suo nuovo episodio, “Tre Bluesettari in Osteria”, mi sono immediatamente reso disponibile in suo aiuto per questa co-produzione. Come potevo tirarmi indietro? Si tratta di un disco di Blues acustico, molto probabilmente il suo primo “vero” disco di Blues, registrato in trio, assieme a Willy Mazzer (armonica e voce) e Sandro “Cocco” Marinoni (contrabbasso), all’interno di un normalissimo locale dove si fa musica dal vivo. E così si passa da “I’m So Glad”, “My Babe”, “Baby Please Don’t Go”, “Help Me”, “Tuff Enuff”, “Key To The Highway”, “Boom Boom”, non manca il suo classico “Alpine Valley”, e persino una “Harvest” di Neil Young con chiusura a sorpresa. Tutto in 78 minuti di dimensione acustica, dove i blues prendono le direzioni più diverse, sondando vie inesplorate e regalando sorprese dentro le sorprese. “Sorprese” anche perché, la tracklist del CD non è presente nel booklet, è tutta da scoprire abbandonandosi e facendosi trasportare da un ascolto attento. L’aspetto ancor più bello è che le registrazioni risalgono esattamente a dieci anni fa; quella sera era stato premuto il tasto “rec” quasi per gioco, senza alcuna progettualità futura, e ora, quasi inconsapevolmente, ci si trova con questo gioiello tra le mani. Questo disco è stato stampato in un numero limitatissimo di copie, in occasione della decima edizione di Blues Made In Italy e ci sono ancora poche copie disponibili.                                                                                                           Lorenz...

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HERBIE GOINS

Posted by on Nov 21, 2016 in Dischi

HERBIE GOINS – …thinking of you… (2016) Herbie Goins nasce in Florida, con una percentuale di sangue Indiano Seminole nelle vene che gli deriva dal nonno materno. Eredita dal padre contadino l’amore per la terra e la natura, e dalla madre, cantante di gospel, l’amore per la musica. Purtroppo la mamma deve fare i conti con il fatto che la musica che attira di più Herbie fin da piccolo è quella della “del diavolo”, il Blues. Già al Liceo, Herbie inizia a cantare con un gruppo di compagni, The Teen Kings, con i quali ottiene successo sia in Florida che negli Stati vicini: l’insegnante di musica è il loro manager. Dalla Florida a New York, con il nuovo gruppo, The Clads, prosegue per la sua strada di cantante: incontri con quelli che sono i suoi idoli, tra i quali soprattutto un giovane BB King con il quale ha la fortuna di cantare , lo segnano per sempre. Militare, parte per la Germania, dove ha la possibilità di esibirsi nelle Basi Americane. Qui Herbie viene notato dal batterista inglese Eric Delayne, in tourné con la sua Orchestra, che lo ingaggia non appena terminato il servizio militare. Parte quindi alla volta di Londra, e, insieme ad una giovane Elkie Brooks, diventa il cantante della Eric Delayne Big Orchestra. Il richiamo del Blues però è forte e quando Alexis Korner insiste per averlo a far parte della sua mitica Blues Incorporated, Herbie non può dire di no. Eccolo quindi a cantare con quei musicisti che faranno la storia della musica in Gran Bretagna e nel mondo, ad incidere con loro albums come “Red Hot from Alex” e “Live at the Cavern”, e a condividere la passione e la magia del Blues. Dopo qualche anno, si unisce al gruppo The Nightimers, orientato soprattutto verso il R&B / Soul , del quale diventa il leader: la band prende il nome di Herbie Goins & The Nightimers, ed è composta da musicisti di grande livello: John McLaughlin alla chitarra, tanto per citare un nome. Herbie diventa uno degli idoli dei Mods, movimento giovanile importantissimo della Swinging London, in delirio quando Herbie canta nei locali storici come Flamingo, Marquee, Blaises. Con la EMI, molte delle canzoni, come “Number 1 in Your Heart”, “The Music Played on”, “The Incredible Miss Brown” entrano nelle classifiche europee. Memorabili le jam session: come Otis Redding (Scott Club a Londra) e John Lee Hooker (Norwick Jazz Club), mentre uno sconosciuto Jimi Hendrix, ogni lunedì al Blaises, chiede di poter fare qualche pezzo con Herbie e la Band. Le tourné in tutta Europa si susseguono e proprio durante una lunga permanenza in Italia, Herbie è vittima di sfortunata vicenda: gli viene rubato il bus su cui il gruppo viaggia, insieme a tutti gli strumenti musicali e a tutto ciò che implica un tour che deve durare sei mesi. I musicisti tornano a...

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