ANDREA CUBEDDU

Posted by on Ott 3, 2016 in Dischi & Libri

ANDREA CUBEDDU – Jumpin’ up and down (2017) Dopo l’ottima prova dell’Ep “On The Street” del 2016 arriva “Jumpin’ Up And Down”, titolo dall’espressione tutt’altro che casuale. Andrea Cubeddu ci racconta: “ La prima volta che ho sentito questa frase è stata nel brano Preachin’ Blues di Son House (I was in the pulpit / I was jumpin’ up and down). Questo “saltare sopra e sotto” descrive lo stato di irrequietezza e smania del cantante, che veste il ruolo di prete battista, di raggiungere e colpire il cuore e le coscienze dei credenti, con un’omelia dettata dal fervore e della passione con la quale essa stessa viene pronunciata. Stato mentale e d’animo in cui io stesso mi ritrovo, ogni qual volta canto le mie storie”. Un omaggio, dunque, rivolto a Son House, a cui Cubeddu deve molto. “Jumpin’ Up And Down”, ispirato alle sonorità del Delta, è coraggiosamente composto di 12 brani, tutti autografi, e racconta di storie personali, alcune ironiche e scherzose, altre più oscure e malinconiche, con un fervore e un trasporto pari a quello provato nel vivere quegli stessi eventi descritti nella canzoni. Il disco racconta di un “tempo di transizione”, della migrazione dal luogo che il giovanissimo Andrea chiama “casa” (la Barbagia, il cuore della Sardegna), dove si trovano la sua famiglia, i suoi amici -insomma, le sue radici-, verso la città di Milano, e del conseguente impatto con una nuova vita scandita da ritmi, abitudini e tradizioni sensibilmente distanti da quelle sarde, a cui deve adattarsi. Racconta anche delle piccole battaglie che ogni persona vive quotidianamente, soprattutto i giovani della sua età: relazioni sentimentali tormentate, colpi di fulmine insensati, il necessario distacco dalla famiglia, la ricerca dell’indipendenza, le prime vere e proprie responsabilità del mondo degli adulti. La particolare immagine di copertina trae spunto dalle tradizionali maschere sarde: raffigura Andrea coperto da una folta pelliccia bianca che regge la maschera di un cervo (o di un lupo?). Questo spirito, quasi una sorta di animale guida, veglia sul giovane indicandogli la retta via, un pò come il Diavolo che seguiva Robert Johnson e camminava al suo fianco.   ANDREA CUBEDDU – On the street (2016) Andrea Cubeddu, classe 1993, originario della Sardegna, dal 2015 calca le scene musicali milanesi dimostrando una propensione e un attitudine non comuni, nell’interpretare il vasto repertorio del Delta Blues e dell’Hill Country Blues. Nel 2016, senza perdere troppo tempo, è volato a Chicago per un’esperienza di rilevante peso per la sua maturazione artistica. Da qui la folgorazione e la piena convinzione di continuare insistentemente le sue esibizioni “on the road” (da qui il titolo di questo Ep) in ogni dove, sul suolo pubblico milanese. Ed ecco dunque spuntare il suo primo Ep, quello che ci piace chiamare il “vol. 0”, in attesa di un disco che sicuramente confermerà l’attenzione nei suoi confronti da parte degli appassionati. Già da questo primo...

Read More »

GIORGIO PINNA

Posted by on Dic 24, 2014 in Dischi, Uncategorized

GIORGIO PINNA aka GEORGE HARMONICA BLACKSMITH – Chicago Blues, Delta Blues and Spirituals (2013) “Chicago Blues, Delta Blues and Spirituals” è un disco che riflette la perfetta sintesi di ciò che succede dentro le mura del noto locale “Nonno Mario”(a cui tra l’altro l’album è dedicato), ristorante-pub situato sulle colline di Bergonzano (RE). Sarebbe riduttivo chiamarlo ristorante, pub o bar, poiché chi ha avuto o avrà la fortuna di entrarci, capirà subito che si tratta di un ambiente vibrante delle tante note suonate e vissute al suo interno: una palestra musicale per molti musicisti reggiani. Questo disco rappresenta un vero e proprio manifesto della giovane generazione che, incurante di osservare lo scorrere delle lancette dell’orologio, passa intere serate fino a notte fonda suonando il Blues con devozione, preparazione e spirito di amicizia. In questo nuovo album Giorgio Pinna (aka George “Harmonica” Blacksmith), armonicista e cantante, si è fatto accompagnare da quelli che sono oltre che i suoi veri amici, anche bravi musicisti, con la solida partecipazione e collaborazione degli altri due componenti dei Poor Boys, Ste Barigazzi ed Enrico Zanni. Ed è così che scorre veloce questo disco attraverso classici del genere e un paio di brani originali. Del disco sorprende la spontaneità e la naturalezza con la quale tutti i musicisti hanno saputo interpretare abilmente difficili brani come “Evil” e “Smokestack lightning” di Howlin’ Wolf, o l’intensa “I just wanna make love to you”, quest’ultima registrata con l’aiuto di un’efficiente sezione fiati e voce femminile. E’ senza dubbio un segno positivo di come tutti i dischi ascoltati, abbiano lasciato in loro un segno indelebile, siano stati metabolizzati, ed abbiano aiutato questi giovani ragazzi a far trasparire il loro talento, unito ad un’acuta capacità di interpretazione. Giovani, senza dubbio da tenere d’occhio!...

Read More »