FILIPPO “THE PANDA” RAVASIO

Posted by on Giu 7, 2019 in Dischi, Dischi & Libri

FILIPPO “THE PANDA” RAVASIO – The Game of Life (2019) “The Game of Life” è l’album di debutto del one man band Filippo “The Panda” Ravasio. Cassa, charleston, armoniche, kazoo e chitarra mescolati in un beat minimale, suono semplice e sincero. Il disco rappresenta un percorso, iniziato nel preciso istante in cui Filippo ha capito che nella vita avrebbe fatto solo quello che gli andava di fare, abbandonando ogni scelta di convenienza o imposizione della società. Inseguendo se stesso ha il coraggio di spingersi a scrivere qualche canzone e ad interpretarla davanti ad un pubblico. Il viaggio a New Orleans gli ha consegnato l’ispirazione per la prima track con cui si apre l’album e una serie infinita di motivazioni per il futuro, nonché la consapevolezza – alle volte amara – che per vivere di musica nel nostro bel paese sarebbe stato più che necessario rimboccarsi le maniche. Gli otto brani, tutti autografi, rispecchiano esperienze personali, composti partendo da una radice blues con inserti ragtime e un pizzico di folk, sono stati registrati in soli due giorni e prodotti da Nick Baracchi. Pochissime sovraincisioni e pochissimo l’uso di effetti per mantenere saldo lo spirito del suono minimale di un one man band, nel rispetto della...

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ANDREA CUBEDDU

Posted by on Ott 3, 2016 in Dischi & Libri

ANDREA CUBEDDU – Jumpin’ up and down (2017) Dopo l’ottima prova dell’Ep “On The Street” del 2016 arriva “Jumpin’ Up And Down”, titolo dall’espressione tutt’altro che casuale. Andrea Cubeddu ci racconta: “ La prima volta che ho sentito questa frase è stata nel brano Preachin’ Blues di Son House (I was in the pulpit / I was jumpin’ up and down). Questo “saltare sopra e sotto” descrive lo stato di irrequietezza e smania del cantante, che veste il ruolo di prete battista, di raggiungere e colpire il cuore e le coscienze dei credenti, con un’omelia dettata dal fervore e della passione con la quale essa stessa viene pronunciata. Stato mentale e d’animo in cui io stesso mi ritrovo, ogni qual volta canto le mie storie”. Un omaggio, dunque, rivolto a Son House, a cui Cubeddu deve molto. “Jumpin’ Up And Down”, ispirato alle sonorità del Delta, è coraggiosamente composto di 12 brani, tutti autografi, e racconta di storie personali, alcune ironiche e scherzose, altre più oscure e malinconiche, con un fervore e un trasporto pari a quello provato nel vivere quegli stessi eventi descritti nella canzoni. Il disco racconta di un “tempo di transizione”, della migrazione dal luogo che il giovanissimo Andrea chiama “casa” (la Barbagia, il cuore della Sardegna), dove si trovano la sua famiglia, i suoi amici -insomma, le sue radici-, verso la città di Milano, e del conseguente impatto con una nuova vita scandita da ritmi, abitudini e tradizioni sensibilmente distanti da quelle sarde, a cui deve adattarsi. Racconta anche delle piccole battaglie che ogni persona vive quotidianamente, soprattutto i giovani della sua età: relazioni sentimentali tormentate, colpi di fulmine insensati, il necessario distacco dalla famiglia, la ricerca dell’indipendenza, le prime vere e proprie responsabilità del mondo degli adulti. La particolare immagine di copertina trae spunto dalle tradizionali maschere sarde: raffigura Andrea coperto da una folta pelliccia bianca che regge la maschera di un cervo (o di un lupo?). Questo spirito, quasi una sorta di animale guida, veglia sul giovane indicandogli la retta via, un pò come il Diavolo che seguiva Robert Johnson e camminava al suo fianco.   ANDREA CUBEDDU – On the street (2016) Andrea Cubeddu, classe 1993, originario della Sardegna, dal 2015 calca le scene musicali milanesi dimostrando una propensione e un attitudine non comuni, nell’interpretare il vasto repertorio del Delta Blues e dell’Hill Country Blues. Nel 2016, senza perdere troppo tempo, è volato a Chicago per un’esperienza di rilevante peso per la sua maturazione artistica. Da qui la folgorazione e la piena convinzione di continuare insistentemente le sue esibizioni “on the road” (da qui il titolo di questo Ep) in ogni dove, sul suolo pubblico milanese. Ed ecco dunque spuntare il suo primo Ep, quello che ci piace chiamare il “vol. 0”, in attesa di un disco che sicuramente confermerà l’attenzione nei suoi confronti da parte degli appassionati. Già da questo primo...

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THE BLIND CATFISH

Posted by on Gen 20, 2015 in Dischi, Dischi & Libri

THE BLIND CATFISH – Folkolors (2017) I pescigatti sono tornati! Nei primi mesi del 2017 sono usciti dal fango molto mississippiano del Po, con “Folkolors”, nuovo disco che si presenta benissimo già a partire dalla confezione. Oggi, migrati verso nuove acque rispetto al precedente “The King of The River”, in “Folkolors” il blues rimane a fianco di contaminazioni soul, gospel, funky e rock’n’roll, con una intelligente e fresca evoluzione di brani pescati dalla tradizione della canzone americana. Proprio grazie al loro solido background di ascolti, è nata la voglia di osare partendo proprio da alcuni tra i capolavori senza tempo come “Trouble So Hard”, “Jesus on the Mainline” e ancora “John the Revelator” e “People Get Ready”, dando loro luce nuova, talvolta elettrificandoli, contaminandoli con suoni nuovi e moderni ma sempre rispettosi, attenti ed idonei al momento. Una lezione imparata sul palco e sotto il palco ascoltando tanta buona musica, ma soprattutto una lezione che dall’uscita di “Folkolors” i Blind Catfish potranno trasferire al loro pubblico. THE BLIND CATFISH – The King Of The River (2014) “The King Of The River” è un album dai mille colori e sfumature, nate dallo stesso genere musicale: il blues. E’ un disco che porta dentro di sé lo studio e una solida assimilazione di un background musicale, affrontato non con malinconia, ma come una eco intrisa delle caratteristiche principali del Blues, miscelando la musica della tradizione con altri generi più moderni, così da rendere più vivace e briosa una musica considerata generalmente di nicchia, facendola diventare fruibile ad un pubblico più giovane e vasto. L’album è un omaggio a tutti gli italiani, in particolar modo al popolo emiliano e alle Terre bagnate dal Po, dove spesso sono evidenziate le similitudini tra le terre del Mississippi e quelle del nostro grande Fiume, spesso citate nei testi di Alan Lomax. E’ inoltre un omaggio ad una figura mitologica che ha ispirato il titolo dell’album (e il brano contenuto, dall’omonimo titolo): il “Caronte Dantesco”. Così come Caronte (figura letteraria e dannata) è il Re dell’infernale Fiume, così il pescegatto (da cui prende il nome la band) è il Re tra tutti i pesci del Po, concetto che si evince dalla curiosa realizzazione grafica nella copertina del disco, a cura di Francesca Castiglioni, ideata come una trasfigurazione del celebre affresco Michelangiolesco in pescegatto, il tutto volto ad evidenziare lo stretto rapporto tra origini ed influenze, tra antico e moderno, tra il Mississippi e l’Emilia Romagna....

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MARTIN’S GUMBO BLUES BAND

Posted by on Dic 24, 2014 in Dischi & Libri

MARTIN’S GUMBO BLUES BAND – we need a mojo (2017) “We Need a Mojo” della Martin’s Gumbo Blues Band è l’atteso lavoro discografico, dopo “Tip the Band” – l’album d’esordio del 2012. Un titolo evocativo, magico e misterioso per un album blues; 12 brani inediti ricchi di sfumature, dalle tinte forti e al tempo stesso delicatamente colorate, ingredienti dosati con cura ed esperienza, un po’ si dosa la giusta “ricetta” di un vero mojo. L’album è frutto della penna di Fabrizio Martin, cantante, chitarrista e fondatore della band dal 2009, viaggiatore e conoscitore di molte realtà del Deep South, la Terra dove è nata e cresciuta la “madre di tutte le musiche di oggi”. I brani autografi segnano il risultato di cruenti storie di vita vissuta come “I Saw the Devil” o “Yellow Shoes”, esperienze di viaggio negli Usa com “Mississippi Ruins” o di sogni ed esperienze visionarie come in “Till the End of Time” e “Standing Along the River”. A cornice della ricetta del “mojo” una ricca selezione di ospiti, tutti volti noti del blues italiano: Maurizio Pugno, Rico Migliarini, Mino Lionetti e tanti altri che vanno ad arricchire il motore della band: Diego Boni (batteria) e Daniele Peoli (basso), quest’ultimi, entrambi musicisti di solida esperienza. In questo nuovo capitolo della formazione umbra c’è un anima sincera, un grande ritorno! MARTIN’S GUMBO BLUES BAND – Tip the band (2012) La Martin’s Gumbo Blues Band prende il suo nome dal fondatore, Fabrizio Martin e dal Gumbo, tipica pietanza del Delta del Mississippi, luogo di nascita del Blues. Il piatto è un ottimo mix di sapori e culture così come il Blues della Martin’s Gumbo Blues Band: fiero, sincero, puro e ricco di influenze e sfaccettature grazie anche all’uso di strumenti tipici quali cigar box, washboard, slide-Guitar, kazoo e percussioni che portano la band a spaziare con agilità dal Chicago Blues al down-home elettrico del Delta. A tre anni dalla sua nascita, la Martin’s Gumbo Blues Band ha partecipato in numerosi festival Blues, avendo anche modo di aprire concerti a numerosi artisti internazionali tra i quali: The Blues Brothers Band, Solomon Burke, Jimmy Burns, Eric “Guitar” Davies, Nine Below Zero e Matt O’Ree Band. In pieno periodo estivo 2012 esce il loro primo lavoro in studio, dal titolo “Tip the Band” che ci ha già subito colpito per la freschezza degli arrangiamenti degli undci brani del disco (tutti autografi) in cui la band dimostra una notevole padronanza nel genere, e una solida complicità tra i componenti della band, passando dal blues elettrico a quello acustico con grande scaltrezza senza mai perdere quelli che sono i punti di riferimento e gli elementi...

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